La perdita di uno o più elementi dentali è un evento che potrebbe influenzare fortemente la qualità di vita del paziente, sia per quanto riguarda l’estetica, che le funzionalità essenziali, come la masticazione e la fonetica. 

Oggi grazie a moderne tecniche implantari possiamo facilmente compensare il problema sostituendo l’elemento perso con un impianto dentale.

Cos’è un impianto dentale?

L’impianto rappresenta la soluzione estetica e funzionale più indicata per sostituire il dente naturale. Esso consiste in una radice artificiale (fixture impiantare) posizionata tramite un piccolo intervento nell’osso mascellare in corrispondenza del dente perso. La vite è realizzata in titanio medicale, materiale altamente biocompatibile e non nocivo per il nostro organismo.

Grazie al processo di osteointegrezione l’osso aderisce alla vite e ricresce intorno ad essa.
Dopo un periodo di guarigione sopra l’impianto verranno realizzati dei manufatti protesici identici e non distinguibili dalle corone dei denti naturali.

Cosa succede dopo l’intervento?

Affinché la riabilitazione abbia successo a lungo termine è estremamente importante condurre uno
stile di vita sano e mantenere un’adeguata igiene orale seguendo scrupolosamente le indicazioni del clinico. Abitudini come fumo o grandi accumuli di placca dati da una scarsa igiene orale possono seriamente compromettere la durata dell’impianto.

Quali sono i vantaggi?

Grazie all’implantologia possiamo riprodurre denti estremamente simili agli elementi naturali persi permettendo al paziente di riacquistare l’estetica di un bel sorriso e la funzionalità della corretta masticazione. Diversamente da un ponte non ci sarà bisogno di modificare la morfologia dei denti adiacenti.
Inoltre, rispetto alla scelta di una protesi mobile, gli impianti riescono fornire una perfetta stabilità ed a prevenire l’atrofia dei tessuti.

Il cavo orale è formato da differenti entità: denti, mucose, saliva e microrganismi. 

Queste interagiscono l’un l’altro formando un’unità funzionale ma, se l’equilibrio di questa unità viene disturbato da fattori esterni, come il consumo eccessivo di zuccheri o l’assunzione di alimenti e bevande acide, la salute del cavo orale potrebbe essere messa a repentaglio.

La carie è una malattia del dente caratterizzata da un rammollimento dello smalto e della dentina dovuto a processi di demineralizzazione che portano alla formazione di cavità più o meno estese.

I batteri del cavo orale convertono lo zucchero presente nei cibi e nelle bevande rilasciando acidi che, a lungo andare, abbassano il pH del cavo orale iniziando il processo di demineralizzazione dello smalto.

Cos’è la terapia conservativa?

Se la lesione cariosa viene individuata e curata tempestivamente si può facilmente recuperare il dente grazie alla terapia conservativa.

La conservativa è una branca dell’odontoiatria che si occupa principalmente della conservazione dei denti colpiti da carie attraverso l’eliminazione del tessuto malato e il ripristino della forma originale del dente.

Come si cura un dente cariato?

Dopo aver eliminato tutto il tessuto malato, verrà ricostruita la porzione di smalto cariato ripristinando l’anatomia del dente.

La ricostruzione viene eseguita con compositi estetici che si mimetizzano completamente con la struttura del dente.

Se la porzione di smalto compromessa è molto estesa si consiglia di effettuare intarsi (resina o ceramica). Questo manufatto protesico conferisce maggior resistenza alla struttura del dente per permettergli di sopportare le forze masticatorie.

Cosa succede se la carie è molto profonda?

Se la carie viene trascurata e l’infezione arriva in profondità sarà necessario eseguire una devitalizzazione o terapia endodontica.

Purtroppo in alcuni casi quando un elemento dentale è troppo compromesso e non c’è possibilità di recupero ottimale è necessario procedere con un’estrazione per evitare infezioni generalizzate, dolore ed ascessi ricorrenti.

Cos’è la terapia endodontica?

L’endodonzia è la branca dell’odontoiatria che si occupa della polpa dentale, la parte più interna del dente, composta da nervi e vasi sanguigni.

Attraverso l’utilizzo di strumenti meccanici in nichel o in titanio è possibile eliminare la polpa dentale infetta, riempendo i canali e la cavità residua con materiali termoplastici e/o un perno per conferire resistenza alla struttura dentale rimasta.

 

Lo sbiancamento dentale è il trattamento estetico più richiesto in campo odontoiatrico. STATISTICA

La procedura consente di migliorare il colore dei denti rendendoli più chiari e luminosi.

Poiché abbiamo a disposizione diverse tecniche per migliorare la colorazione del dente, prima del trattamento è necessario che il professionista valuti lo smalto, determinando il metodo più appropriato per ottenere i risultati desiderati.

I principi attivi dei prodotti sbiancanti professionali sono il perossido d’idrogeno e il perossido di carbammide disponibili in diverse concentrazioni. Come indicato nella Normativa Europea il pH di questi prodotti dovrà essere neutro per rispettare l’integrità dello smalto.

Il trattamento danneggia i denti?

Lo sbiancamento è un processo chimico che a differenza dei dentifrici “sbiancanti” e dei prodotti “sbiancanti” da banco non causa nessun processo abrasivo sulla superficie dello smalto.

L’ossigeno liberato dal gel sbiancante penetra nei cristalli che compongono lo smalto disgregando i pigmenti che determinano la colorazione scura.  

Quanto dura l’effetto del trattamento?

Mediamente lo sbiancamento dentale dura dai 12 ai 24 mesi ma il risultato può variare in base al tipo e allo spessore dello smalto. Inoltre abitudini alimentari scorrette, fumo di sigaretta e scarsa igiene orale possono influenzare negativamente la durata dell’effetto finale.

 

L’ortodonzia, dal greco orthòs “dritto” e odòntos “dente”, è la branca dell’odontoiatria che si occupa di valutare e correggere le anomalie di sviluppo e posizione delle ossa mascellari e degli elementi dentali.

I denti mal posizionati spesso sono difficili da pulire e quindi esposti ad un rischio maggiore di carie e malattie parodontali. Inoltre la generazione di forze masticatorie scorrette provoca uno stress muscolare continuo che si riflette sull’articolazione temporo-mandibilare causando mal di testa, dolori al collo, alla schiena e alle spalle.

La finalità del trattamento ortodontico è quella di ottenere un corretto allineamento dei denti garantendo una funzione masticatoria efficiente e migliorando l’armonia generale e l’estetica del volto del paziente.

La prima visita con lo specialista in ortodonzia è consigliata verso i 5/6 anni di età, tuttavia è possibile intervenire anche in età adulta.

Il percorso di cura ortodontica nei bambini si divide in due tipi di terapia che molto spesso sono consequenziali: la terapia ortodontica intercettiva e la terapia ortodontica fissa.

Cos’è l’ortodonzia intercettiva?

L’ortodonzia preventiva ed intercettiva prevede trattamenti in età precoce (dai 6 ai 13 anni), durante gli stadi più attivi della crescita dentale e delle ossa cranio-facciali. Tali interventi sono finalizzati a rimuovere i fattori responsabili delle malocclusioni dentarie per ripristinare la normale crescita del cranio. Infatti intervenendo in giovane età è possibile sfruttare le forze della crescita naturale per ottenere un profilo equilibrato prima dell’eruzione dei denti permanenti.

E nell’adulto?

A differenza del trattamento di bambini e degli adolescenti, negli adulti non è possibile sfruttare le forze della crescita mascellare. Infatti essendo la crescita ossea terminata, con l’apparecchio ortodontico posizionato in età adulta è possibile intervenire solamente sui movimenti degli elementi dentali. 

Per eliminare la sensazione di imbarazzo o disagio che spesso ostacola un individuo adulto nella scelta di un trattamento ortodontico fisso tradizionale sono state sviluppate metodiche estetiche di ultima generazione completamente invisibili come gli allineatori.

Cosa sono gli allineatori?

Si tratta di una terapia ortodontica innovativa perché consente di riallineare i denti senza l’applicazione dell’apparecchio fisso tradizionale. Il trattamento consiste nell’utilizzo di una serie di mascherine trasparenti e rimovibili – allineatori – costruite sull’impronta dentale del paziente. L’ortodonzia invisibile, attraverso una tecnologia computerizzata tridimensionale, permette di visualizzare in anteprima i risultati del trattamento. 

Ad oggi gli allineatori rappresentano il trattamento più apprezzato non solo dal punto di vista estetico, ma anche per loro praticità e semplicità nelle manovre d’igiene domiciliare. 

 

Una corretta igiene orale è importante per la salute della bocca e di tutto l’organismo. 

Infatti molti studi scientifici hanno dimostrato una correlazione tra malattie del cavo orale e numerose altre patologie quali malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, malattie neurologiche e complicanze in gravidanza. 

Per mantenere una condizione di salute del cavo orale, prevenendo l’insorgenza di carie e parodontopatie (una volta denominata piorrea), e per rimuovere i residui di placca in zone inaccessibili al paziente è quindi consigliato sottoporsi periodicamente a sedute di Igiene orale professionale.

Come si svolge la seduta?

Durante la seduta di Igiene orale il professionista andrà a rimuovere i residui di placca e tartaro adesi alla superficie del dente mediante strumenti ultrasonici o manuali.

Successivamente si procederà con la rimozione delle pigmentazioni estrinseche tramite la lucidatura dello smalto.

La seduta terminerà con una valutazione della tipologia dei tessuti molli (gengive e mucose) e duri (smalto) del paziente che permetterà al professionista di consigliare presidi per l’igiene domiciliare specifici adatti a mantenere il cavo orale in salute.

Ogni quanto bisogna effettuare una seduta di igiene professionale?

Mediamente è consigliato sottoporsi ad una seduta di Igiene orale ogni 6 mesi. La scadenzialità del richiamo può variare in base alle abitudini alimentari, all’igiene domiciliare ed a patologie sistemiche che potrebbero influenzare negativamente lo stato di salute della bocca del paziente.

Sarà quindi il professionista, dopo un’attenta valutazione, ad indicare al paziente le tempistiche del richiamo più conformi alla sua situazione.

 

Le protesi dentarie hanno lo scopo di riabilitare la funzione masticatoria e restituire un’estetica gradevole ad un bocca con denti naturali gravemente danneggiati o del tutto mancanti.

L’assenza di uno o più denti può mettere a rischio la salute dell’intero cavo orale in quanto, con il passare del tempo, i denti restanti tenderanno a spostarsi, inclinandosi o estrudendo, per riempire gli spazi vuoti.

Muscoli ed articolazione ne risentiranno  rendendo la masticazione problematica e dolorosa.

A questo si aggiungerà una difficoltà nelle manovre d’igiene domiciliare che potrebbe portare alla comparsa di lesioni cariose o disturbi gengivali.

Quali sono le protesi esistenti?

Le protesi si distinguono in due categorie: 

Protesi fisse: di questa categoria fanno parte manufatti definitivi che sostituiscono completamente il dente naturale e non posso essere rimossi dal paziente. Si tratta di faccette, corone o ponti cementati sulle radici dei denti naturali o su impianti  integrati nell’osso.

Resine, compositi e vari tipi di ceramiche sono i materiali impiegati per la realizzazione del manufatto in base alle necessità funzionali ed estetiche del paziente. 

Protesi mobili: in mancanza di denti naturali o residui radicolari, è possibile realizzare protesi in resina che andranno sostituire una o entrambe le arcate poggiando unicamente sulla mucosa masticatoria. Le protesi mobili possono essere parziali o totali a seconda del numero degli elementi da riabilitare.

Viene sempre consigliato di sottoporsi periodicamente a controlli con il professionista dentale al fine di prevenire eventuali complicanze e garantire una stabilità costante della protesi. 

 

La malattia parodontale è una patologia infiammatoria cronica caratterizzata da una progressiva perdita dei tessuti di supporto del dente. 

Secondo i dati divulgati dal Ministero della Salute la parodontite è una delle malattie più diffuse tra la popolazione mondiale, infatti circa il 60% degli italiani soffre di questa patologia.

Come ci si ammala di parodontite?

Se la placca batterica non viene correttamente rimossa dal margine gengivale si comincerà a sviluppare un’infiammazione superficiale caratterizzata da rossore, gonfiore e sanguinamento (gengivite). 

Una gengivite trascurata permetterà all’infiammazione di diffondersi ai tessuti più profondi andando a ledere legamento e osso, e contribuendo alla formazione di tasche parodontali (parodontite).

Perciò è estremamente importante non trascurare mai il sanguinamento poiché rappresenta il primo campanello di allarme per questo tipo di patologie.

Si può guarire dalla parodontite?

Una gengivite può guarire facilmente rimuovendo i fattori causali della stessa, spesso rappresentati da accumuli di placca e tartaro.

Il discorso  è più complicato per la malattia parodontale in quanto può provocare danni irreversibili ai tessuti di sostegno del dente. In questo caso la cura consiste nel bloccare l’avanzata della malattia per preservare la stabilità del dente più a lungo possibile. 

Pertanto ad oggi, la cura e la prevenzione della gengivite consentono un’efficace opera di prevenzione della parodontite.

Quali trattamenti devo eseguire per curare la malattia parodontale?

Per risolvere l’infiammazione il paziente dovrà sottoporsi ad una o più sedute di igiene professionale e di levigatura radicolare per andare a rimuovere la placca ed il tartaro presenti sopra e sotto gengiva.

Il trattamento può essere svolto con strumenti ultrasonici, particolarmente indicati per la rimozione del tartaro superficiale, con strumenti manuali, per un accesso facilitato e mininvasivo ai tessuti profondi, o con una combinazione dei due.

 

Le faccette dentali sono sottili manufatti protesici che si applicano sulle superficie esterna del dente per migliorarne l’aspetto.

Ad oggi rappresentano la miglior soluzione estetica per correggere difetti di forma, colore o posizione al fine di ottenere un sorriso privo di imperfezioni.

Lo spessore delle faccette può variare in base al tipo di problematica su cui bisogna intervenire.

I materiali utilizzati sono di solito ceramica, porcellana o composito a seconda del grado di resistenza necessario. 

La struttura del dente naturale viene intaccata?

Grazie al loro ridotto spessore le faccette permettono di essere cementate al dente asportando solo una piccola porzione di smalto attraverso una procedura conservativa ed indolore.

In alcuni casi è possibile ricorrere a faccette dentali no-prep dello spessore di 0,25 mm da applicare sul dente senza bisogno di limatura e senza toccare il tessuto dentale sano.

Quando durano le faccette dentali?

I fattori che generalmente ne influenzano la durata sono la qualità dei materiali utilizzati e la cura da parte del paziente.

Quando la cementazione viene eseguita con determinati protocolli non c’è pericolo che possano staccarsi. Allo stesso modo una corretta igiene orale domiciliare abbinata a controlli periodici risulta fondamentale per mantenere le faccette in buono stato evitando che il dente sottostante possa cariarsi.